i fatti dopo il ragionamento

Un tram chiamato cocaina

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I professionisti in fila per la droga, quei pony express della (finta) felicità e l'irrimediabile sconfitta di certa Palermo bene, turisti fai da te in viaggio senza una meta Cocaina | Blog diPalermo.it

Che avvocati e persone coi soldi, habitues di circoli viziosi ed esclusivi e club alla moda, debbano chiamare a qualsiasi ora della giornata degli spacciatori perché non riescono a vivere senza la droga, a lavorare, a divertirsi, a essere o fingersi felici, innamorati e vincenti, mi fa visceralmente schifo ma anche tanta pena.

Quintali di cocaina che si riversano sulle strade della città per illudere chi non riesce a dare un senso alla propria vita, per caricare chi è scarico, chi vuole aggredire la vita e invece ne è vinto e assalito. Pony express a 50 euro a dose – benzina inclusa – che attendono, ansiosi, la crisi di astinenza del danaroso cliente per fare soldi, tanti soldi, in modo da potersi comprare anche loro, un giorno, la Mercedes o il Bmw o il rolex che non danno la felicità, perché anche il loro cliente avvocato li ha ma, evidentemente, non gli bastano; tutto questo i postini della polvere bianca non lo sanno e girano la città per dare autonomia a chi ha finito l’autonomia e ha bisogno di un’altra spinta chimica per tirare avanti.

Avvocati, professionisti in perfetta forma, commercianti, imprenditori, fruttivendoli e macellai con la panza, tutti in fila, che pensano di poter comprare tutto, anche la felicità, e ragazzi senza lavoro e senza futuro che gliela portano a domicilio, non appena termina l’effetto placebo. Loro e quelli come loro che, nonostante i suv e i macchinoni, senza la cocaina non vanno da nessuna parte. Senza una meta, senza il piacere del vero viaggio. Turisti fai da te di una vita vuota.

9 commenti

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  • 15 febbraio 2017 10:01

    Tristezza e provincialismo. Vivere nel buco del c**o del mondo come se si fosse a Manhattan. Perché a Palermo c’è bisogno di essere sempre svegli e attivi, iper-efficienti per fare… un c***o.

  • 15 febbraio 2017 13:13

    Condivido le tue parole, pinollo. Provincialismo becero

  • 15 febbraio 2017 13:13

    o per rovinare i clienti di questi avvocati e professionisti inutili… Gran bel pezzo, Alfonso. Complimenti e concordo su tutto.

  • 15 febbraio 2017 14:19

    Cose che accadono in tutte le città d’italia. Ed anche in misura maggiore, molto maggiore. Di cosa ci si stupisce? Cosa c’entra Palermo nello specifico? Che c’entra il provincialismo? E che c’entrano gli avvocati nello specifico, se il consumo di droga riguarda tutte le categorie prfessionali, dai medici, agli avvocati agli ingengeri ai commercialisti, dai giornalisti ai magistrati ecc..??
    Booh??

  • 15 febbraio 2017 14:24

    Per favore ceRichiamo di non scadere nei più ovvi luoghi comuni..

  • 15 febbraio 2017 15:39

    Chissà perchè la Mercedes è femmina e il Bmw è maschio. Il mio macellaio poi è un tipo magro, non un filo di grasso. E poi lui non si droga. Il mio fruttivendolo forse si, lui la pancetta ce l’ha, forse perchè fa poco movimento, al massimo scarisca un paio di gabiette di frutta la mattina allo scaro. Ah, scusate al mercato ortofrutticolo, lo scaro è volgare. I professionisti? Quelli tutti in perfetta forma, sono ricchi e vanno in palestra, curano il fisico ed hanno molto tempo per farlo. A proposito, l’autore ci chiarisca se sono anche compresi fra i professionisti medici, notai, veterenari, architetti, geometri, biologi, interpreti, consulenti del lavoro, commercialisti. Non si capisce invece del perchè non si citano gli impiegati, i pensionati, e i disoccupati. Anche per par condicio è giusto che ci siano tutti. Alcuni potrebbero protestare.

  • 15 febbraio 2017 19:52

    Fatevene una ragione…pippano tutti….chi più, chi meno, chi saltuariamente, chi come ragione di vita….

  • 16 febbraio 2017 15:34

    La penso come Alfonso Lo Sardo.

  • 19 febbraio 2017 17:36

    Io non mi drogo,forse perché sono disoccupata?

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