i fatti dopo il ragionamento

Quei giocatori senza le palle

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I quattro gol presi dalla Juve, un campionato indegno e una banda di giocatori professionalmente penosi, senza passione e amor proprio. Che offendono una città. E finanche chi non tifa Palermo. Come me Dybala | Blog diPalermo.it

Non sono un tifoso del Palermo, qualcuno di voi lo sa. Però sono palermitano e dunque, da innamorato del nobile giuoco del calcio, in qualche modo ne seguo le sorti. Ho visto ieri sera la partita contro la Juve, e mentre la guardavo dicevo a me stesso che una squadra ha sì il diritto a essere scarsa ma ha anche il dovere di impegnarsi, di sputare sangue, di morire sul campo, di non dare la sensazione penosa di essere una banda sonnacchiosa in gita turistica allo Juventus Stadium.

Il Palermo, a meno che Di Marzio anche stavolta faccia i miracoli diplomatici dell’anno scorso, andrà in serie B. È una squadra scarsa con una dirigenza a cui non affiderei nemmeno la gestione del mio condominio e quindi è giusto che ci vada. Ma non così. Così è offensivo per i tifosi, per la città, finanche per un tifoso distratto e disinteressato come me.

Ho stima dei veri tifosi del Palermo. Ho stima degli abbonati, ho stima degli ultras, di chi va ogni domenica allo stadio pur sapendo che l’Atalanta ne farà tre. Ho stima di chi era sull’aereo per Torino sapendo che la Juve ne avrebbe fatti quattro. E posso riuscire a immaginare la loro rabbia. A me, e ve lo dico con grande sincerità, ieri sera mi si attorcigliavano le budella vedendo la maglia rosanero addosso a gente senza amore e senza palle, a undici sbrindellati giocatorini fermi fine della partita a metà campo a parlottare amabilmente con quelli della Juve o chiedere la maglia a Dybala come fanno i dilettanti quando giocano un’amichevole da sparring partner contro una grande squadra.

Zamparini ha responsabilità enormi e imperdonabili. È riuscito nell’impossibile impresa di portare il Palermo in paradiso e di abbandonarlo nello sterco nell’arco di pochi anni. Gli farà fare la fine del Venezia, ormai è abbastanza chiaro e va bene. Ma chi va in campo, chi siede in panchina, ha responsabilità infinitamente maggiori di quelle di un presidente ormai in disarmo. La maglia, l’onore, la passione, la dignità, l’amor proprio. Ma questa banda di giocatori improvvisati ha idea di che cazzo stiamo parlando?

23 commenti

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  • 18 febbraio 2017 13:02

    Ottimo signor Massaro, condivido l’indignazione e la torsione di budella che in me, palermitano rosanero, è elevata a potenza. Tuttavia, credo che qui ciò che manca sia, oltre alle palle, anche tutto il resto. Di cosa stiamo a discutere quando il miglior difensore si chiama Andelkovic, quando il “giovane prodigio” Goldaniga e/o il veterano Pipo regalano agli avversari un gol a partita, quando il portierino sbaglia regolarmente le uscite e difetta in un fondamentale-base per un portiere ossia la respinta laterale della palla quando non si può bloccare, quando sulle fasce Alesaami ha finito da tempo la benzina ed Embalo fa rimpiangere Osellame (checché ne possa dire il suo pappa-procuratore palermitano), se i due ungheresi farebbero fatica a trovare posto in B, se l’unico attaccante in rosa è Nestoroski, se i centrocampisti centrali sono tutti di una lentezza esasperante Queste pippe dovrebbero sputare sangue, ma resterebbero sempre pippe. Anemiche magari, ma sempre pippe.
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    Non vedo cosa c’entrino Di Marzio e la sua diplomazia. Diciamo che la salvezza dello scorso anno fu dovuta ad un moto d’orgoglio di veterani che non volevano chiudere la carriera (Maresca l’ha appena annunciato e Gilardino quasi) con l’onta della retrocessione che si coniugò con l’incredibile doppio errore di Mbakogu dal dischetto in Carpi-Lazio. Altrimenti oggi forse commenteremmo una sconfitta sul campo dei bianconeri di Ascoli e non di quelli di Torino che tutti noi amiamo come una colica renale.
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    Ritornando all’attualità, Zamparini è riuscito in ciò che gli sfuggì lo scorso anno e non capisco come si possa confutare la convenienza economica (per lui) dell’operazione-paracadute. E la campagna-vendite di Gennaio lo dimostra (fuori gli svedesi, dentro altre due pippe). Oggi il Palermo incassa 34M€ di diritti e ne spende meno di 20 in stipendi. Se scende ne incassa almeno 25, a causa del basso rango di Crotone e Pescara, ma ne risparmierà almeno la metà in stipendi. E in più si possono vendere senza problemi i pochi giocatori che ancora avranno mercato, Nesto in primis. Mi domando cosa ci stia a fare l’Ufficio Inchieste della Federazione di fronte a questa ignobile manfrina giocata sulla pelle di noi palermitani. Rosanero e non.
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    Saluti cordiali.

  • 18 febbraio 2017 14:40

    Caro Francesco,
    parto dalla fine del suo intervento “questa banda di giocatori improvvisati” per dirle che il suo giudizio mi appare pesante.
    Non v’è dubbio che questa squadra avrebbe potuto dare e fare di più specie in casa dove ad oggi sta stabilendo un record negativo.
    Tuttavia l’impegno non è mai mancato e pur non bastando è fisiologico che passando le giornate cali per così dire la “libido”;una squadra lo sente che è alla deriva,lasciata al suo destino,senza guida,lo si sentiva nei tornei dilettanti e la stessa cosa è per i professionisti.
    Pur concordando sul tuo giudizio mi sembra nella Roma e nei toni esagerato al cospetto delle nefandezze degli ultimi due anni di questa società:non spariamo sulla croce rossa…..
    Saluti RosaNero
    Vito

  • 18 febbraio 2017 16:10

    Non trovo corretto mettere in dubbio l’impegno e la professionalità di una categoria, in questo caso i giocatori del palermo, quando si difende l’indifendibile ( la categoria dei giornalisti, non tutti ovviamente, ma molti). Sin dall”inizio sapevamo ( non tutti purtroppo…) che la squadra era scarsissima. I giocatori danno l’anima. E sputano sangue. Ma più di tanto non possono dare. Questo lo sapevamo e non ci deve stupire la posizione in classifica del palermo.
    Piuttosto perchè non si è attaccato da tempo zamparini? Lui si che non è “professionale”, è sempre stato in malafede e non ha dato di certo l’anima per il palermo.

  • 18 febbraio 2017 21:12

    “Lascia a noi piangere un po’ più forte”. Quale “nobile giuoco”? Quelli del “nobile giuoco” sono arrivati con Zamparini, grazie a lui alcuni si sono addirittura improvvisati giornalisti. Noi eravamo orgogliosi di un pareggio a Salerno, dopo novanta minuti di sofferenza. Questo il maggior torto di Zamparini, da Zamparini in poi è tutto così confuso, lo stile strisciato che si confonde con quello rosanero. Non ci lasciano in pace neanche adesso, neanche dopo una sconfitta a Torino, contro la Juventus, come se il Palermo fosse l’Inter o il Milan. La favola, della frontiera, non svanisce di sicuro per una sconfitta umiliante, una retrocessione o per un fallimento. E questo lo sa bene soltanto il tifoso rosanero. Sopravvive a qualsiasi danno. E va, perché si deve andare, quando gioca il Palermo.

  • 18 febbraio 2017 21:52

    Massaro non si indigna il degrado in cui versa la citta di Palermo e si indigna per l’ultima cosa di serie A (SIA PURE DA COMPRIMARI CHE CI RIMANE). Ma in ogni caso si parla alla fine, magari ci salviamo e ci ritroviamo Massaro all’ultima giornata al Barbera a passarsi un pomeriggio economico (a 5 euro) insime alla moltitudine di faccioli che puntualmente si presenta al Barbera in queste occassioni.

  • 18 febbraio 2017 23:09

    Tutte parole sacrosante fuorché il fatto che questi giocatori potrebbero dare di più. Sarebbe come pretendere che a scuola l’alunno con il Q.I. basso eccella… Non è umanamente possibile! Il giudizio su Zamparini è anche troppo morbido. Più che l’ufficio inchieste ci vorrebbe la santa inquisizione.

  • 19 febbraio 2017 00:06

    …Sig. Massaro, Lei non è tifoso del Palermo, ecco tutto…

    la Sua stima e solidarietà le confermi e conservi per quando il Palermo giocherà con la squadra settentrionale o centrale per cui Lei (forse) fa il tifo in salotto, in tribuna o in gabbia…

    Noi ce ne andremo pure in serie D con i nostri colori e con i giocatori che abbiamo o avremo…
    Ma staremo bene tra di noi, senza che le nostre curve siano invase…

    Distintamente…

  • 19 febbraio 2017 08:30

    Non capisco perché un palermitano non rosanero (o peggio, strisciato) non possa esprimere giudizi sul Palermo, sui suoi giocatori o sulla conduzione societaria. Il sito si chiama “DiPalermo” e questo basti..
    .
    Concordo in toto su chi nota che la stampa s’è svegliata troppo tardi sul friulano. E’ facile sparargli addosso adesso che il suo gioco s’è rivelato persino agli occhi dei più miopi tra i miopi. Quante domande non poste, quanti silenzi complici, quanti ossequi nei salotti televisivi e nelle interviste (con una punta d’eccellenza per mister parrucchino) da parte degli stessi che oggi iniziano timidamente a criticarlo. Io credo che in città come Firenze, Bergamo, Verona, Roma (per non parlare di Avellino o Pescara) piuttosto che continuare a riesumare i fantasmi di Ferrara, Polizzi o Matta non avrebbero tollerato quanto è stato tollerato qui a Palermo. E la stampa locale ha le sue precise colpe. E non si può più sentire la manfrina di Valdiano, Juve Stabia e Battipagliese (io c’ero): oggi il calcio è diverso. Dove sono finiti tutti i soldi che Zamparini ha incassato dalle TV ? Come ha potuto dilapidare le plus-valenze ? Come fanno a sopravvivere dignitosamente in A squadre come il Chievo, l’Atalanta, l’Udinese, l’Empoli che non hanno gli incassi TV del Palermo (oggi circa 35 M€/anno) e che non hanno venduto negli ultimi anni gente come Dybala, Pastore, Cavani, Amauri, Ilicic, Kjaer, Barzagli, Vazquez ? Perché Zamparini, nella sua somma megalomania, non ha mai sfruttato le cosiddette “sinergie” con le grandi squadre che consentono alle piccole come la nostra di sopravvivere svezzando talenti (vedi Genoa, Sassuolo o Atalanta) ? Perchè Zamparini non ha mai rinnovato contratti a giocatori nel pieno della maturità che avrebbero dovuto costituire l’ossatura su cui innestare il gruppo dei giovani ? Qualche nome ? Migliaccio, Bovo, Barreto, Sorrentino, Cassani. Perché il Chievo da anni mantiene in rosa gente come Dainelli, Gamberini e Pellissier e il Palermo deve buttare via come un rottame chiunque sorpassi il limite dei 28 anni, salvo poi a puntare sul grande nome a fine carriera, come Gilardino o Diamanti.
    .
    Che il giornalista palermitano tifi Palermo o Inter a mio giudizio è irrilevante. Ciò che conta è che ponga le domande giuste e che s’informi per informare i suoi lettori. Non sono un giornalista, ma questo mi pare l’ABC del mestiere. E, lasciatemelo dire, a Palermo molti per anni l’hanno ignorato.
    .
    Saluti a tutti

  • 19 febbraio 2017 08:34

    Giovanni, non vado allo stadio a prescindere dal prezzo del biglietto.
    Girasole, la ringrazio per la stima.

  • 19 febbraio 2017 08:55

    Purtroppo non condivido per niente la sua analisi ….e non condivido soprattutto gli attacchi ai giocatori, che forse sono i meno colpevoli di questa situazione.
    Io che sono abbonato e seguo la squadra li vedo sempre impegnarsi….ma se hanno limiti tecnici, psicologici e, soprattutto, se il Palermo non riesce a trovare una identità di squadra (difficile cambiando allenatore e/o modulo quasi settimanalmente) la colpa non è solo loro, ma di una società in stato confusionale ( o, più semplicemente, di una società che non ha soldi) e di un ambiente che assolutamente non aiuta !
    A Torino era impensabile vincere, è difficile anche esprimersi bene….nessuno c’è mai riuscito, non capisco perché bisognava pretendere che lo facesse il Palermo…questo Palermo, con i suoi acclarati limiti tecnici e con la sua classifica.
    I giocatori sono questi, dall’inizio dell’anno….dall’inizio dell’anno sappiamo che molti di loro sono scarsi e che, quest’anno, la salvezza sarà durissima, forse impossibile !
    Però cosa abbiamo fatto noi tifosi per accompagnare la eventuale crescita dei molti giovani in squadra ?
    Nulla….solo offese quotidiane,…per molti tifosi o scende in campo una squadra vincente e piena di campioni o i giocatori sono senza dignità !
    E così succede che Hiljemark e Quaison, insultati settimanalmente dagli spalti (soprattutto il primo) vengano ceduti per essere apprezzati e giocare stabilmente in altre squadre.
    Succede che Balogh e Sallai, di cui i cronisti di Sky parlano bene in termini di personalità e tecnica individuale, pur essendo acerbi (in quanto giovani!) siano puntualmente oggetto di offese e scherno….dimenticando la loro età e dimenticando che dietro di loro ci sono Embalo e Traikovski, non proprio due campioni (a loro volta spesso disprezzati quando in campo).
    E scopri che tutti in serie A vogliono Goldaniga … e che però da noi non rende… e noi speriamo che vada via.
    Non parliamo del portiere….e molti dimenticano che Nestorovsli, prima di fare il primo gol, era già stato bollato e ribattezzato da alcuni scienziati “Neglioski” !
    Mi viene il dubbio che sia l’ambiente che non va….un ambiente che pretende solo di vincere, di vedere in campo buon gioco e grandi giocatori….e che non ha pazienza, nè consente ai giovani di crescere….perché, sia chiaro, un miracolo come quello dell’Atalanta da noi è assolutamente impensabile…lì a Gasperini lo hanno lasciato tranquillo dopo la sconfitta in casa col Palermo…si è data fiducia ai giovani ed è nato un piccolo miracolo.
    Da noi la sensazione è che, ad un certo punto, i giocatori se ne vogliano scappare .. e così il loro rendimento e la loro attenzione cala vistosamente !
    Nel calcio, purtroppo, si vince o si perde….quest’anno noi siamo più scarsi degli altri e siamo destinati a perdere ed a retrocedere….pazienza….succedeva spesso in tempi che molti hanno dimenticato, quando non c”era Zamparibi a fare da bersaglio alle nostre frustrazioni di tifosi perdenti…ai tempi in cui vedevano la nostra squadra stabilmente in B e, qualche volta, anche in C….ogni tanto si saliva in A ma poi si retrocedeva subito, spesso malamente, perché soldi per grandi giocatori non ce n’erano neanche allora.
    Forza Palermo sempre….in qualunque serie e con qualunque giocatore che vesta la maglia rosanero…purché si impegni per onorarla !
    Buona giornata

  • 19 febbraio 2017 09:59

    L’ultima Serie A, prima di Zamparini, risale al 1973, campionato 72/73 (già retrocessi a metà cammino), quasi mezzo secolo fa. Preistoria. In questo lungo intermezzo, di memorabile solo la squadra dei picciotti, di Arcoleo, ma per motivi non strettamente legati al “nobil giuoco”. Poi peraltro finì come tutti sappiamo. Difficile oggi difendere Zamparini, ma è insopportabile il linciaggio, anche questo continuo fare i conti in tasca, a lui, al suo gruppo, al Palermo, senza sosta. E c’è pure chi si augura un Palermo in Serie D, pur di ripartire con orgoglio e dignità. Comprensibile, ma anche in questo caso ci vorrà sempre qualcuno disposto a investire un bel po’ di denaro. Un paio di Milioni di Euro, come a Parma, Scala e C., per iniziare. E tanto entusiasmo all’inizio, cuore e amore, ma poi la realtà si impone per quello che è. La Serie C, un inferno, da cui si risale chissà quando, se non si muore prima. Altro che “nobil giuoco”.

  • 19 febbraio 2017 10:00

    Che “l’ambiente” non abbia pazienza è irricevibile perché qui di pazienza ne abbiamo avuta (e ne abbiamo) da vendere. Qui, grazie a Dio, non si sono mai viste aggressioni a calciatori per ragioni tecniche, né tanto meno croci in campo o minacce fisiche. Che Zamparini sia il bersaglio facile di noi tifosi frustrati e perdenti non si può sentire. Nessuno pretende di vincere scudetti o Coppe: solo si vorrebbe una gestione oculata, un progetto anche modesto e commensurato alla nostra dimensione, ma serio. Un divenire e non una serie infinita di “punto e a capo”. E se i giocatori vogliono scappare (o non vengono affatto) non è certo per noi tifosi impazienti e frustrati, quanto per una società che negli ultimi due anni ha cambiato guida tecnica NOVE volte (Iachini, Ballardini, Viviani, Tedesco/Schelotto, Bosi, Iachini, Novellino, Ballardini, De Zarbi, Corini, Lopez) con una serie infinita di Direttori Sportivi/Consulenti Presidenziali. Forse Goldaniga (la bella di Torriglia che tutti la vogliono ma nessuno la piglia) renderebbe di più se non dovesse cambiare allenatore ogni volta che cambia le mutande. Forse lo svedesino biondo sarebbe cresciuto di più se avesse avuto accanto due come Liverani o Nocerino (ai loro tempi), piuttosto che Jajalo e Chochev. Era così difficile capire che accanto al portierino (un errore grave a partita) ce ne voleva uno esperto che facesse da chioccia ? E poi, poveri figli, questi guadagnano in un anno quello che la maggioranza dei mortali guadagna in una vita di lavoro. Che si prendano, quando le meritano, pure le critiche dei frustrati perdenti come noi tifosi del Palermo. E Forza Palermo sempre.

  • 19 febbraio 2017 11:03

    Che l’ambiente non abbia pazienza è una cosa che non si può sentire.
    Ne ha avuta e ne ha fin troppa.
    Neanche l’ombra di una contestazione.
    Fra le cose tristi mettiamoci anche la rassegnazione dei tifosi.

  • 19 febbraio 2017 11:20

    Rassegnazione. 3 a 1 al Napoli, 13mila spettatori, abbonati compresi, due anni fa. Si chiama assenza. Parola di Sorrentino, il capitano.

  • 19 febbraio 2017 12:28

    Il calcio degli anni 70 e 80 è cosa profondamente diversa da quello attuale. I paragoni non sono pertinenti. Troppi soldi adesso, troppe briciole allora, epoca di mecenati che erano presnenti a Pisa, Ascoli o Avellino ma non a Palermo.
    Zamparini è un personaggio pubblico e nel bene e nel male ha raccolto e raccoglie onori e insulti. Come del resto li raccolgono Renzi o Berlusconi. Fa parte delle regole non scritte che, piacciano o meno, funzionano cosi.
    I pochi spettatori? Beh, anche questi devono commisurarsi al contesto. Dobbiamo aggiungere per onestà intellettuale ai 13/15 mila che affollano gli spalti del Barbera anche quelli seduti comodamente nel salotto di casa e che portano nelle casse del sistema e quindi anche al Palermo calcio bei dindini. Cosa che prima era impossibile, avendo l’alternativa della radiocronaca di Carosio o Monastra, quando c’era.
    Adesso? Forse molta gente si è stancata delle modalità di gestione del club? Probabile, possibile. E non è questione di categoria perchè gli appassionati sono stati numerosi anche nelle categorie inferiori.
    Certo che ai tempi di Ferrara o Polizzi nessuno parlava di bilanci, di plusvalenze, argomenti di pertinenza degli addetti a materie ragioneristiche, e nemmeno di paracadute, di procuratori slavi o sudamericani e nemmeno di commissioni milionarie a certi faccendieri. C’era il botteghino con tre quarti di stadio di non paganti e la misera fatidica quota del totocalcio.
    Oggi il tifoso chiede semplicemente la migliore gestione nell’ambito delle risorse disponibili. A Palermo dal 2011 possiamo dire che è andata così? Quando ai frenetici e continui cambi di allenatori, di ds, di programmi ricchi o poveri inesistenti, di personaggi che hanno frequentato la società alla luce del sole e che hanno portato giocatori semplicemente assurdi ma costati parecchio, è seguito uno sfascio societario in termi i di risultati economici e di campo di cosa possiamo parlare?
    Ecco perchè qualcuno auspica di cancellare e ripartire dalle categorie inferiori purchè si ritorni ad assistere ad una partita di calcio dove undici mutande rosanero scendono in campo per conseguire il miglior risulato sportivo.
    Un caro saluto a Vitogol.

  • 19 febbraio 2017 13:31

    Zamparini che rjchiama all’ordine Lopez perchè non gli convoca le due ciofeche acquistate per “consiglio” di Curkovic, Salerno che si vuole dimettere e parliamo di maglia di mutande e calzettoni?

  • 20 febbraio 2017 10:22

    “La migliore gestione nell’ambito delle risorse disponibili”. Stando ai bilanci la gestione è stata sempre quanto meno corretta, grazie soprattutto alle plusvalenze. Stando ai risultati, anche. Se è vero, ad esempio, che l’anno scorso ogni punto conquistato è costato al Palermo molto meno che alle altre squadre, escluse Chievo, Carpi e Frosinone. C’è poi un gran parlare in questi giorni delle presunte difficoltà finanziarie di Zamparini. Ed ecco allora emergere, tra i sostenitori rosanero, gli Ultrà di Equitalia, di Agenzia delle Entrate. Della Popolare di Vicenza, uno strano istituto bancario, molto generoso nella elargizione di affidamenti, poi liquidati però parte in contanti e parte con azioni (dello istesso istituto bancario, valore dopo due anni= Zero, virgola zero, zero, zero e basta). Pacco, doppio pacco, contropaccotto. Ciò nonostante, Repubblica, in un articolo datato 18 febbraio, riferisce che Zamparini “continua comunque a mantenere un patrimonio immobiliare che si aggira intorno a un miliardo di Euro”. Un miliardo di Euro. Alla faccia del bicarbonato.

  • 20 febbraio 2017 13:14

    Ma allora è un santo. E’ tutto perfetto. Mannaggia a me che non me ne ero accorto.

  • 20 febbraio 2017 14:59

    A proposito, mi ricordo del Banco di Santo Spirito. E della Banca Popolare di Sant’Angelo, che c’è ancora, al momento sotto aumento di capitale. Come si dice, il sacro e il profano. Comunque tranquilli, arrivano gli americani, con i loro fondi di investimento. Per fortuna il dollaro sta recuperando, DJ sui massimi, Nasdaq pure, le obbligazioni tengono bene, analizzando, ad esempio, un Usa -T-Bond 3.125% 15fb43, che tratta poco sopra la parità. Porteranno anche un nuovo inno? Speriamo, perché stiamo fermi al ventennio. Secondo me, andrebbe benissimo anche “My way”: And now, The end is near and so I face the final curtain
    My friend, I’ll say it clear… Nella versione del buon vecchio Frank, ovviamente. Alò, alò, Kansas City…uanaganasc, alò?

  • 20 febbraio 2017 15:12

    Quante citazioni cinematografiche. Ti conosco, mascherina. Non concordo e lo sai bene, ma apprezzo sempre la tua dotta ironia. Punto. Due punti. Ma sì, fai vedere che abbondiamo! Abbondandis in abbondandum

  • 21 febbraio 2017 08:22

    de scalzi è un essere superiore

  • 21 febbraio 2017 11:35

    Eh no, Conte Naselli. Un vero aristocratico non interviene mai in tal guisa. Austero, non concede pareri o giudizi. Sempre distaccato, anzi “distacheto”, secondo l’insegnamento del Conte Orsini Varaldo. Ossequi alla Contessa, Mazzanti Naselli Vien dal Mare.

  • 21 febbraio 2017 20:29

    Eh no lo dico io. La famosa contessa si chiamava Pia Serbelloni Mazzanti Viendalmare. Diamo a Ugo (Fantozzi) quel che è di Ugo.

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