i fatti dopo il ragionamento

Il duro mestiere dell’intellettualoide

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La candidatura dell'attore Francesco Benigno e quell'insopportabile snobismo preventivo che fa rima col più bieco provincialismo. Vi spiego perché l'irritazione, a volte, puzza di discriminazione Benigno | Blog diPalermo.it

Il problema di Palermo è il traffico di intellettualoidi che intasa le bacheche dei social. Se a Palermo di intellettuali ce ne sono davvero pochi e quelli che ci sono sembra abbiano preferito, a ragione, prendere le distanze dal contesto politico e sociale della città, di intellettualoidi, invece, se ne contano a bizzeffe. Che poi a Palermo per elevarsi al rango di intellettualoide basta avere letto un romanzo di Camilleri o saper parlare a grandi linee di un film d’essai nel corso di un’apericena.

Gli intellettualoidi sono quelli, per intenderci, che provano irritazione davanti alla scelta del Comune di fare cantare Tony Colombo la notte di capodanno, abituati come sono ad ascoltare musica d’autore dalla mattina alla sera. Gli stessi che oggi stroncano sul nascere la possibile candidatura dell’attore palermitano Francesco Benigno, vicino al candidato sindaco Fabrizio Ferrandelli. Benigno è tascio, grezzo, ignorante, non sa mettere una parola dietro l’altra, e poi di politica cosa vuoi che ne capisca? Come se oggi nelle istituzioni, dalle più importanti fino all’ultimo consiglio comunale dell’ultimo ente locale, specialmente dopo l’ingresso in massa della società civile, ci fossero tutti fini politologi e raffinati strateghi.

Eppure di Benigno nelle aule consiliari, nel parlamento regionale e nazionale, ne saranno passati chissà quanti, in nome del principio secondo il quale chiunque può rappresentare l’elettorato passivo. Chiunque ma non Benigno, la cui popolarità, anziché essere per lui un valore aggiunto, ha finito per rivoltarglisi contro. Se il volto di Benigno, infatti, non fosse noto grazie al piccolo e grande schermo, il suo nome in lista sarebbe passato inosservato, così come i tanti Benigno che saranno in lista per le prossime amministrative.

Eppure è bastato un suo singolare video di presentazione, frutto della totale buona fede, per scatenare l’indignazione delle cellule di intellettualoidi palermitani in sonno, all’occorrenza sempre pronti a puntare il dito contro tutto ciò che non sarebbe cool, in nome di quel bieco provincialismo che caratterizza una buona parte della città. Lo stesso Ferrandelli, con non poco imbarazzo, è arrivato quasi a prenderne le distanze, forse per non dispiacere quella fetta di borghesia sul cui consenso il buon Fabrizio conta tantissimo. E a ben pensarci, non si tratta forse di provincialismo e nemmeno di snobismo. La reazione contro la candidatura di Benigno puzza tanto di discriminazione.

3 commenti

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  • 23 febbraio 2017 19:34

    E allora? Credo anch’io che sia inadeguato. Ce n’è sono (e saranno tanti) i Benigno eletti dal popolo? E’ un tributo da pagare in democrazia…ma se lo conosci lo eviti!

  • 23 febbraio 2017 19:35

    Scusate l’errore!

  • 24 febbraio 2017 07:38

    Perfettamente d’accordo con l’autore. Già un Nicola qualunque ci dice che è inadeguato, che lo conosce e lo evita. Ottimo, ci ha messo in guardia. Chissà, magari lo stesso Nicola potrebbe essere il futuro sindaco. Che risolverà tutti i problemi della città.

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