i fatti dopo il ragionamento

Tutto il Pif minuto per minuto

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La lotta con me stessa, e con tutti voi, per capire da che parte stare. Una mattinata d'inferno tra giornali, siti, agenzie e soloni dalle certezze granitiche. Mentre la mia mortadella mi guarda. E aspetta solo di essere addentata. Che vita d'inferno... Pif Disabili | Blog diPalermo.it

Sono le 11.30 e non ho un’idea precisa sulla vicenda disabili–Pif–Crocetta. Ieri ce l’avevo, avevo un pensiero articolato, deciso, dai confini netti. Oggi invece alle 11.30 non riesco ad avere una visione chiara. La cosa, ovviamente, non è la manifestazione dei disabili, ma la domanda che affligge tutti e a cui bisogna dare una spiegazione: Pif doveva andarci o no?

Quindi, mettiamo da parte le ragioni di chi vive in carrozzina in Sicilia. La querelle, vera, sostanziale, è se un uomo di spettacolo, famoso, siciliano, doveva o meno fare il paladino di questa vicenda. Restringere il campo mi aiuta.

Ecco. Alle 12.00, dopo la lettura di altri giornali, l’idea era definita ma, accidenti, l’editoriale di un giornalista mi smonta tutte le deboli certezze e mi ritrovo a pensare esattamente l’opposto. Invidio chi ha sempre un’opinione circostanziata, chi riesce ad avere antipatia per una persona e non cambia idea mai cementificando certezze che non vengono scalfite neanche da uno squadrone di muratori.

Alle 12.15 il dibattito sui social s’infervora. Pif lo odiano in molti, altri lo difendono, altri lo ringraziano, altri lo mandano a quel paese. Si apre la vertenza: è giornalismo? Io apro una vertenza personale: me lo mangio oggi il panino con la mortadella? Quindi ricapitoliamo. Un signore che ha raggiunto un buon successo s’intesta una battaglia e laddove nessuno (e nessuno è una questione seria) riesce a risolvere un problema ci prova lui forte della sua notorietà. Nel frattempo opto per la mortadella.

Ecco, l’idea ce l’ho. Sono con Pif, ha fatto bene. Ma poi leggo un’altra teoria sul suo operato: la sua azione viene smontata in nome di una politica che non c’è. La mortadella, Dio mio quant’è bona la mortadella.

Alle 13.00 mi ritrovo ancora confusa e manco tanto felice. In un mondo di sicuri non riesco ad avere un giudizio e non è una cosa bella, me ne rendo conto. Va bene non ci penso più. Penso alla mortadella che mangerò tra un’ora. Ma i giornali li devo leggere, così come le agenzie, i siti, devo essere informata ed ecco la valanga di parole che mi confonde. Il punto è che quelle persone in carrozzina sono scomparse, non ci sono più. Il punto è che i loro problemi sono nulla in confronto alla mole di parole spese per o contro Pif. Allora faccio ordine e mi dico: se ci fossi io in quella carrozzella, senza riuscire mangiare, bere, andare in bagno, camminare, sarei davvero imbestialita nei confronti di chi mi deve assistere, quindi ben venga Pif o chi per lui.

Ecco. Alle 13.15 la mia tesi è pronta per essere servita a chiunque me la chieda anche se penso che questo chiunque ne possa fare sinceramente a meno. Ma senza una tesi, oggi come oggi, non sei nessuno. Ma poi alle 14.00, mentre il profumo della mortadella lobotomizza quei quattro neuroni vegetariani che ho, un pensiero mi sorge dapprima labile, minuscolo, e poi cresce come un blob e mi chiedo: perché solo Pif, e non per esempio Fiorello? Perché ad uno piace più il successo facile e l’altro no? Ma soprattutto io che ne so di quello che pensa Pif? Chi l’ha mai sconosciuto? Ecco la certezza. Ce l’ho.

Poi apro un blog ed ecco che…

6 commenti

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  • 24 febbraio 2017 12:03

    Ho tolto la pagina web “dipalermo.it” tra i preferiti. Ecco l’unica certezza!!!

  • 24 febbraio 2017 14:51

    No dai Filippo ripensaci, ti garantisco una fornitura di arancine da qui alla fine dell’anno.

  • 24 febbraio 2017 15:26

    Uau che rispostona! Ma non sarebbe meglio se ti dedicassi alla frittura delle arancine?

  • 24 febbraio 2017 16:11

    Gentilissima,
    di Pif, al secolo Pierfrancesco Diliberto, non ci ha detto nulla. Se quella performance è stata a livello di uno Sgarbi qualunque. Dal quale ci si può solitamente difendere col telecomando, pur sapendo che lo invitano per fare audience ma che spente le luci è come non fosse successo niente. O se Diliberto, trasformando la vita in un set, con comprimari, comparse e due personaggi in commedia della tradizione popolare palermitana, ‘u picciottu e ‘u trarituri, ha fatto succedere veramente qualcosa.
    Lo sa, il popolo del web vive di certezze. Ma pure lei!, in questo mondo che naviga tra il vegetariano e il vegano, insistere con la mortadella… Ma almeno, era buona?

  • 25 febbraio 2017 16:20

    Trovo davvero squallido concentrarsi su Pif, il problema sono i poveri disabili abbandonati dalle istituzioni. Chi se ne frega chi interviene a loro favore, chi se ne frega se l’ intervento di Pif e’ disinteressato trovo invece importante che se ne parli e si sblocchi la situazione per questi nostri fratelli meno fortunati di noi, e sembra che qualcosa si muova. In ogni caso grazie Pif.

  • 26 febbraio 2017 20:36

    Cool story bro. Quindi per cosa si manifestava?

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