i fatti dopo il ragionamento

Io, piccola Heidi felice

di

Grigliata Venerdi E Sabato Sera | Blog diPalermo.it

Carnalia, un nome che richiama qualcosa di erotico e, al contempo, di fortemente materiale, che evoca grandi passioni e peccati innominabili. Tranquilli, con buona pace dei vegetariani, sto solo parlando di una magnifica festa la cui protagonista assoluta è stata proprio lei, la carne, di ogni tipo e in qualsiasi forma. La bellissima tenuta Planeta di Sciaranuova sull’Etna, si è infatti trasformata per un giorno nel “Libero regno della carne” e – indovinate un po’? – io c’ero!

Al pari di Bubba, l’amico di Forrest Gump fanatico di gamberi, potrei elencare le decine e decine di preparazioni e di metodi di cottura che sono stati utilizzati per preparare i deliziosi manicaretti che hanno allietato gli ospiti tutti, ma temo che non riuscirei a farvi percepire nemmeno un decimo delle emozioni che hanno provato i fortunati avventori alla manifestazione.

Vi basti sapere che c’erano Emanuele Cottone, Giuseppe Indorato, i fratelli Borrello e Saro Pennisi (di quest’ultimo ancora sogno l’agnello ripieno di ditalini cotti nei suoi umori con i fegatini): insomma, la carne per eccellenza o l’eccellenza della carne che dir si voglia. Se ciò non dovesse essere sufficiente, allora sappiate che è addirittura venuto dalla Polonia Pawel Sacha per farci gustare il suo meraviglioso pastrami.

E se davvero, infine, voleste morire di invidia, allora sono costretta a dirvi che c’era Dario Cecchini (avete presente “Viva la ciccia e chi la stropiccia”?) che, al grido del suo “Dedicatevi ai piaceri carnali!” è stato insignito del titolo di Primo Sovrano del Regno di Carnalia con tanto di ceppo con targa consegnatogli, si fa per dire, tra le braccia.

Ovviamente il tutto generosamente annaffiato dai vini dei padroni di casa serviti nel bellissimo palmento dei primi dell’Ottocento. Io, per esempio, non potendo godere dei vini rossi a causa di una stupidissima intolleranza ai tannini che mi rovina la vita da sempre, mi sono inebriata del loro metodo classico da uve carricante le cui bollicine mi hanno dato quel “friccicorino” che mi ha permesso di continuare a gironzolare e saltellare felice tra chef stellati (e non) e allevatori come una novella Heidi, un po’ più stagionata e bionda, va bene, però con la stessa espressione di sorridente felicità nel viso.

Grazie dunque ad Alessio e Vito Planeta e a tutti quelli che hanno contribuito a dare vita a questa manifestazione. Volevamo dirvi che, quando volete ripetere, noi sempre presenti!

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