i fatti dopo il ragionamento

La leggerezza della passione

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Lo strepitoso show delle Sorelle Marinetti, fra emancipazione femminile e quel monito a tutti noi, affinché non ci si accontenti della banalità. Sul palco come nella vita SorelleMarinetti | Blog diPalermo.it

Esiste un confine nettissimo tra leggerezza e banalità. E uno dei luoghi privilegiati in cui questa differenza si esprime è proprio il teatro, nelle sue infinite declinazioni. La differenza tra leggerezza e banalità, per esempio, segna anche il confine tra l’essere artista e il non esserlo.

Prendete le Sorelle Marinetti: Turbina, Elica e Scintilla (al secolo Nicola Olivieri, Matteo Minerva e Marco Lugli), un trio en travesti scoperto dall’autore Giorgio Bozzo ormai qualche anno fa e riapprodato in questi giorni a Palermo. Cantano, queste sorelle che prendono il nome dal celebre pioniere del futurismo, canzoni di altre tempi. E precisamente quelle degli anni Trenta e Quaranta, quando il fracasso delle bombe, e prima ancora i tempi di guerra squassavano la tranquillità degli italiani. E per questo il canto e la musica dovevano farsi più leggere: per cullare quello che rimaneva dei sogni a brandelli o in procinto di esserlo. E per questo i testi raccontavano di pinguini innamorati e di tulipani, e di lune malinconiche. Ma anche di donne che stavano conquistando palmo a palmo la loro emancipazione, che lavoravano, che iniziavano ad avere cura di sé: e il fatto che il pubblico delle Sorelle Marinetti sia per la maggior parte femminile la dice, tutt’ora, molto lunga in termini di emancipazione.

Torniamo alla leggerezza, la stessa con cui Nicola, Matteo e Marco si muovono sul palco, non regalando niente al caso, cantando (e il canto armonizzato, di cui erano regine le ragazze del trio Lescano, “antenate” delle Marinetti, non è esattamente una passeggiata) e ballando da vere signorine degli anni Quaranta. Con una leggerezza, appunto, lontana mille miglia dalla banalità, che racconta di una solidissima formazione attoriale e canora, di letture, di riflessioni.

Di impegno: la leggerezza va conquistata con impegno. E una volta raggiunta, sul palco come nella vita, non si perde più. Ma costa fatica. E nel palco, come nella vita, ci si accontenta spesso di banalità. A poco prezzo: che è davvero un’altra storia.

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