i fatti dopo il ragionamento

La Sicilia che sempre vorrei

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Un gioiello dell'ospitalità sull'Etna, una scommessa azzardata e una squadra che non fa rimpiangere all'ospite di non avere scelto altre mete. Ecco perché un altro turismo è possibile. Anche qui Vigneti Colline Grinzane | Blog diPalermo.it

Da un lato Iddu, l’Etna, che domina, controlla e protegge. Dall’altro il mare, la costa, l’occhio che si allunga verso Taormina e fino alla Calabria. In mezzo gli agrumeti che qui, a Riposto, dalle terrazze di Zash, hanno sostituito vecchi vigneti scarsamente produttivi.

Un hotel di design, dieci camere in cui pietra lavica e vetro si fondono, frutto di un attento restauro. Nel vecchio palmento, dove ancora si staglia il torchio gigante utilizzato in passato per pressare l’uva, oggi è stato ricavato il ristorante curato dal giovane chef Giuseppe Raciti. Nella bottaia è nata la spa, il gioiello sono le tre suite interamente realizzate in vetro immerse nel verde. È la scommessa della famiglia Maugeri, proprietaria dagli anni Trenta della tenuta e che ha investito su questo progetto, e di tutta una squadra attenta che cura i dettagli e coccola gli ospiti.

Ma è soprattutto una scommessa che dimostra come c’è anche una Sicilia bella, che si impegna, che accoglie. E che lavora per questo. Una Sicilia che deve ogni giorno combattere con la burocrazia, le carte, i ritardi, le infrastrutture carenti e un senso civico che difetta eppure non dimentica il senso dell’accoglienza.

Una Sicilia frutto di scelte che, negli anni Sessanta, qua a Riposto ha capito che il vino da taglio non era il futuro e ha riconvertito le terre in agrumeti e che oggi, come in tante altre realtà del Catanese (ma non solo) ha capito che vedere il mare dalla montagna (e viceversa) è una fortuna da dover mettere a frutto. E può farlo, può ancora giocarsi la carta del turismo se rispetta l’ospite e non gli fa rimpiangere di non avere scelto altre mete.

Se oggi all’estero gli stranieri non associano più la parola Sicilia alla mafia è merito anche di chi, da anni, lavora per promuovere questa terra che non è solo munnizza, mazzette, fondi europei persi, disabili senza assistenza e privilegi autonomistici. Ma è impegno, lavoro, professionalità. La Sicilia che mi piace.

4 commenti

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  • 08 marzo 2017 16:08

    E’ una pubblicità?

  • 08 marzo 2017 17:04

    Pubblicità !

  • 08 marzo 2017 20:40

    Bhè, ben scritto, intenso…comprensibile….ma….ma è una pubblicità? Perchè mi sfugge qualche cosa….

  • 13 marzo 2017 15:44

    Ragazzi, non so se è pubblicità, forse sì, ho chiesto io a Stefania Giuffrè di scrivermi queste righe perché le cose belle vanno raccontate, e se è pubblicità pazienza.

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