i fatti dopo il ragionamento

Noi, quelli con l’anello al naso

di

Toto Anello Naso2 | Blog diPalermo.it

È arrivato il nuovo presidente. Viva Baccaglini! Viva l’alta finanza! Hanno ragione Zamparini e l’ex Iena, basta con questo scetticismo. Cosa ne vogliamo capire noi qui a Palermo di alta finanza? Che ne sappiamo noi di private equity, hedge funds e financo di business angels? Mica a Palermo ci sono università, professionisti e gente che si occupa di queste belle cose. Al massimo si vendono anelli ornamentali per il naso che noi da bravi terroni indossiamo sempre quando arriva qualcuno da sopra la linea gotica. Figuriamoci dagli Stati Uniti. Dove noi siciliani siamo stati capaci solo di esportare qualche chilata di olive insieme alle arance, ai limoni, alla ricetta dei cannoli e ad una fiorente e famosa organizzazione criminale.

Insomma, chi non crede a Baccaglini è un ignorante e uno stupido. Proprio come quelli che non vedono il vestito nuovo dell’imperatore. E forse noi poveri cronisti possiamo avere voce in capitolo? Per caso qualcuno di noi insegna all’università o magari si è occupato di perseguire reati di alta e bassa finanza? Insomma non ci si improvvisa.

Ma poi ci pensiamo bene e ci chiediamo: “In fondo che ci costa crederci?”. “Nulla”, direte voi. “Appunto”, rispondiamo Noi. Abbiamo creduto alla Befana, Babbo Natale, al BauBau e alla fatina dei denti. Abbiamo pensato fosse vero che Hoop fosse un giocatore di calcio e non il maggiordomo a l’autista del presidente Ferrara. E ogni tanto pensavamo veramente che Ferrara e Polizzi, Matta e Schillaci ci mettessero veramente qualche carta da centomila lire nelle casse del Palermo e non pensassero solo a “fottersi lo scecco con tutte le cartine”.

Abbiamo financo creduto che Grillo fosse un politico e Renzi un comico e addirittura che Chochev fosse un giocatore di calcio o Posavec un portiere di talento. Insomma, noi ci crediamo. Dietro l’uomo dei mille tatuaggi ci sarà Putin, la CIA, Donald Trump, gli arabi, i cinesi e pure qualche lord inglese. E soprattutto ci siamo detti: può essere mai che uno che ha la fidanzata così bona non è serio? Questo argomento è stato ovviamente decisivo e quindi eccoci qui a dirvi che noi già amiamo Paul Baccaglini e che con lui andremo in B, poi in A, in champions, al mare e pure in discoteca, basta che porti un’amica. E ovviamente il primo giro di gin&tonic lo paghiamo noi due e finalmente ci faremo il tatuaggio che sogniamo da sempre. Ovviamente in una parte dove non si vede il grasso e l’adipe che ci contraddistinguono. Non è che noi abbiamo fatto televisione del resto!

Come avrete capito, anche questa settimana non ci va di discutere di calcio giocato. Che ne parliamo a fare? Arriva la Roma. Il miracolo calcistico della settimana l’ha fatto il Barcelona e quindi pare non sia possibile averne un altro. Ci dicono che la Roma è in crisi ma poi leggiamo dai cronisti veri che i duelli saranno: Chochev-Naingolan, Salah- Alesaami, Perotti – Morganella. Ecco. Abbiamo detto tutto. Ci fermiamo qua, altrimenti per offrire da bere a Paul non ci resta nulla perché ci finiamo tutto prima di domenica sera. Forza Palermo!

8 commenti

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  • 12 marzo 2017 09:55

    E no, non sono d’accordo sul “basta che porti un’amica”. Ogni volta che capitava a me le amiche delle bone erano tutte racchie.

  • 12 marzo 2017 10:09

    Perfetto. Mi avete convinto. Fondiamo una nuova religione. Il baccaglianesimo.

  • 12 marzo 2017 11:09

    “fottersi lo scecco con tutte le cartine”. Ma cos’è? Non l’ho mai sentita! Che significa, poi? C’è gente che si fotte gli scecchi e, visto che si trova lì, arraffa pure le cartine per farsi un paio di joint col suddetto scecco? O si tratta di cartine geografiche, una specie di optional per scecchi, tipo navigatore satellitare fatto a mano? Mah..questo dubbio irrisolvibile mi accompagnerà in questa ennesima domenica di passione. Che Naingollan sia clemente.

  • 12 marzo 2017 12:28

    Maledetto correttore… ? ? ? ? .. Un tempo erano carrubbe.. Nell’era dei social diventarono cartine…vsorry

  • 12 marzo 2017 13:03

    Cosa c’entra il travestimento, con tanto di anello al naso, di Antonio Peluffo? Un grande, cresciuto nei gloriosi palcoscenici dell’avanspettacolo, tra artisti di immensa fame. Se ho capito bene i creduloni dovreste essere voi, oppure è soltanto sarcasmo? Eh già, “reati di alta e bassa finanza”. Non ci casco, voi ve ne intendete, altro che poveri cronisti. Voi state dalla parte, fate parte, della giustizia e della trasparenza. Chiare fresche e dolci acque. Insomma, dalla parte del Commissario Malvasia (sì, Malvasia), sempre vigile, attento, con i suoi abiti rigorosamente grigi, grisaglie, flanelle un po’ demodè, mai senza gilet. Il serissimo Ernesto Calindri che poi vedremo ancor più imperturbabile, sereno ma indifferente, seduto ad un tavolino nel bel mezzo del traffico impazzito. Un Cynar, contro il logorio della vita moderna. Ps A me non dispiace il Cynar, lo uso per un cocktail di mia invenzione. Cynar, Bitter Campari (ripeto: Bitter Campari, quello della bottiglia grande, con il tappo a vite), Prosecco (Rivaluce-Treviso, ottimo rapporto q/p). Ghiaccio abbondante ed una bella fetta di limone ( Sorrento, che a Palermo i limoni mi risultano tutti rinsecchiti).

  • 12 marzo 2017 13:03

    Per anni ci siamo lamentati di un presidente assente. Che non viveva la città. Baccaglini in questo ha già mostrato un segno di rottura. Si è piazzato a Palermo è già conosce panellari, meusari e taverne che io neanche immagino. Per la finanza conosciamo tanti imprenditori locali che nei propri affari si affidano al gioco delle tre carte. Chissà magari il 15 aprile ci farà vedere qual’è la carta che vince e noi speriamo di aver puntato proprio su quella. Forza Palermo. P.S. Cari cronisti ricordate la palla è rotonda e le partite finiscono al novantesimo.

  • 12 marzo 2017 14:31

    Non so cosa ne pensi Marcello, ma per me la citazione cinematografica corretta, sempre in Totòtruffa del 1962 piuttosto che l’ambasciatore del Catonga sarebbe stata la vendita della Fontana di Trevi. Anche lì un italo-americano, il mitico Decio Cavallo, nelle parti del compratore. Anche lì il furbacchione (Totò coadiuvato da Nino Taranto) in quella del venditore. Basterà il giro delle sette chiese, tra ARS, Sindaco, Rettore, meusaro della Vucciria e puntata finale dalla Santuzza a fare del nuovo presidente il degno successore del “miglior presidente della storia del Palermo”. Io finora di “buono” vedo solo la Presidentessa. Che non sono né bazzecole, né quisquilie e neppure pinzellacchere.

  • 12 marzo 2017 14:40

    PS: Spiegate al neo presidente che lo stemma del Palermo è quello disegnato da Ferruccio con il profilo dell’aquila dorata a figura intera sullo scudetto con colori rosanero in diagnonale e nome della squadra in alto. L’altro, quello che s’è fatto tatuare sul petto e che compare sulle magliette che ha portato oggi come ex-voto dalla Santuzza, è quello disegnato dalla Pouchain sul modello del simbolo (osceno) della Roma all’inizio degli anni ’80. O si decide di cambiare lo stemma (e lui che è il presidente lo può fare), o si usa quello attuale.

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