i fatti dopo il ragionamento

Lesson 1: il politicamente scorretto

di

Il monologo di un comico americano sulla violenza alle donne e i luoghi comuni sulle ragazze dell'est che spesso condividiamo ma non abbiamo il coraggio di confessare. Perché ci hanno insegnato che non si fa. Molto meglio guardare Uomini e donne. O, peggio, Crozza Donne Dellest | Blog diPalermo.it

«Una volta stavo guardando quella cagata di “The View” e hanno cominciato a parlare di violenza domestica. Per la novemilionesima volta quest’anno, parlavano di violenza domestica. Così, sapete, nel caso uno non avesse preso appunti. Chiaramente qualcuno non ha ancora capito che non va bene sbattere la testa della moglie nei cassetti dell’armadio perché non ha asciugato l’apriscatole correttamente. Devono davvero continuare a parlarne? Quale marito manesco guarda e fa: “Oh, cazzo, adesso ho capito! Accipicchia, tesoro. Dai, su, forza ..”».

Bill Burr è un comico americano e questo è l’inizio di un suo monologo facilmente reperibile in rete. Un distillato di politicamente scorretto pungente ed esilarante, ma soprattutto sincero. Continua Burr: «Così, dopo un’ora, giungono a una conclusione: Non c’è alcun motivo di picchiare una donna. Non c’è motivo di picchiare una donna. (..) Gente, do di matto: “non c’è motivo, non c’è motivo. Ah sì, non c’è motivo? (..) Non sto dicendo che dovresti farlo.  (..) Odio sentire che non c’è motivo. Certo, non sto dicendo di picchiare le donne. Ma dire che non c’è ragione, mi sembra da pazzi. Se dite che non c’è motivo, impedite ogni analisi del perché due persone siano giunte a quel punto. Se dite che non c’è motivo, segate via il contesto, vi resta solo il fatto. Come pensate di risolverlo se non lo comprendete? Sentite, capisco che picchiare una donna sia una brutta cosa, va bene. Ma non capisco perché cazzo non ci si possa fare domande».

Il monologo di Burr è sincero perché dice cose che chiunque, almeno una volta, ha pensato ma che nessuno, nemmeno una volta, ha osato dire. Figuriamoci poi cosa potrebbe accadere in Italia se un comico facesse un monologo del genere. Apriti cielo. Interrogazioni parlamentari, richiesta di dimissioni pure del tecnico del suono, barricate, indignazione a gogo. Sia chiaro, il punto non è condividere o meno la dissertazione di Burr su un argomento delicato come la violenza sulle donne. Il punto è che Burr ha la possibilità (e la libertà) di esternare un pensiero che comunque, vuoi o non vuoi, è comune a quello di migliaia di persone, senza timore di finire al rogo.

Come comuni a migliaia di persone sono i motivi per scegliere una fidanzata dell’est.  Luoghi comuni, d’accordo, come tutti i luoghi comuni con cui ogni giorno abbiamo a che fare e che prima o poi tutti, ma proprio tutti, prendiamo per buoni, ne facciamo tesoro, e spesso finiscono per condizionare le nostre valutazioni su persone o cose. Solo che non si può dire, specialmente in tv, altrimenti ci indigniamo, ci scandalizziamo, torniamo indietro anni luce, diventiamo sessisti.

Eppure si tratta della stessa tv che ogni giorno propina programmi squallidi come Uomini e Donne e altre menate simili. La stessa tv di tronisti e veline, di lacrime finte, di esibizionismo e di voyerismo perverso, di volgarità e degrado. Parafrasando Woody Allen, in Italia non buttano via l’immondizia, la rovesciano direttamente nei talk show televisivi.

Ci vorrebbe un Bill Burr in Italia. Un Bill Burr capace di prendere il microfono in mano e condannare l’ipocrisia del popolo italiano. Ma in Italia non sappiamo andare oltre Crozza, il comico più sopravvalutato da quando l’uomo inventò il comico, con le sue battutine stupide e scontate. Sì, siamo un popolo da Crozza.

4 commenti

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  • 22 marzo 2017 09:29

    non si può fare una muzziata, esimio autore, le tv commerciali posso fare quello che vogliono, la rai no perchè , sfortunatamente, è servizio pubblico… personalmente ritengo questa “mission” particolarmente presuntuosa e imbarazzante, ma chista è a zita, con tutta l’ipocrisia che ne consegue..

  • 22 marzo 2017 22:06

    Non mi interessa il tema, perchè è solo tutta ipocrisia. Forse la Perego ha pestato i piedi a qualcuno e hanno trovato la scusa giusta per fare fuori la sua trasmissione, oppure non è per questo, ma in ogni caso non ho trovato nulla di male nel pezzo della trasmissione incriminata.

    Però, questa non me la potevo tenere: mi si critica Crozza? Crozza è un grande! Forse non piace perchè non risparmia nessuno, mentre siamo abituati a comici come la Littizzetto o Benigni che colpiscono solo una “parte” politica.

  • 23 marzo 2017 14:12

    il testo citato di Bill non c’entra niente, ma assolutamente niente. Mi sono perso qualcosa?

    Infine Crozza può non piacere, ma chi fa “satira” nel nostro paese deve tenersi in certi limiti, lo avete più visto Luttazzi sulla tv pubblica?

  • 23 marzo 2017 14:29

    Luttazzi un grande pure. Ma evidentemente piacciono i comici pagetti del governo o dei partiti..

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