i fatti dopo il ragionamento

Corleone che non si inchina più

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Una città che si ribella alla fama di sangue e morte, la voglia di rinascita e la paura che non c'è più. Quella di dire pubblicamente che la mafia fa schifo Corleone | Blog diPalermo.it

Parliamo di Corleone, ma parliamone bene. Alcuni giorni fa sono stato a Corleone per commemorare le vittime della mafia e per partecipare alla messa celebrata dall’arcivescovo della diocesi di Monreale, monsignor Pennisi. Il nucleo della giornata era un dibattito sul tema “mafia e comunità religiosa”. Ebbene, sono rimasto positivamente impressionato dal desiderio di tantissimi corleonesi di emanciparsi dal cliché abusato dai media di identificare Corleone con la città di Riina e Bagarella.

Questa qui è anche la città di tantissimi lavoratori onesti, la città di tantissimi giovani che non hanno paura di pronunciare la parola mafia e di ripudiarne il contenuto. È la città che ha un caffè teologico presso il quale tantissimi giovani rivendicano il diritto alla cronaca di una Corleone onesta, di una Corleone che rispetta le regole e che ripudia il metodo mafioso.

Mi ha colpito l’intervento di una giovane avvocatessa corleonese: “Noi non vogliamo rinunciare al nostro territorio, non vogliamo che la processione cambi percorso, perché a Corleone il territorio appartiene ai corleonesi onesti e non alla famiglia Riina, e se questo non sta bene a loro, sono proprio loro che devono andarsene altrove, non deve essere la processione a cambiare percorso”.

Ho preso l’impegno di tornare a Corleone con monsignor Pennisi e con l’ottimo cronista di Repubblica Salvo Palazzolo, che l’anno scorso documentò l’inchino della madonna durante la processione davanti casa della Bagarella e per questo subì le critiche di parte del paese, che negò l’episodio. Il nostro impegno, in ogni caso, sarà quello di fare in modo che nessuna madonna si inchini più davanti alle case dei boss.

Perché Corleone è la città che ha tributato un lungo applauso a un giudice venuto da Palermo a commemorare tanti magistrati uccisi dalla mafia, a parlare della guerra di mafia degli anni 80. Corleone è una città di persone oneste e di giovani che hanno sete di legalità e non hanno paura di dire pubblicamente che la mafia fa schifo.

1 commenti

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  • 01 aprile 2017 10:21

    Accanto al modo solito di negare pubblicamente, anche a livello istituzionale, l’esistenza della mafia a Corleone, ce n’è ora un altro che dichiara pubblicamente: “… a Corleone il territorio appartiene ai corleonesi onesti e non alla famiglia Riina …”. Ciascun modo esclude l’altro, ma solo uno potrà avere successo nel tentativo di emancipazione non solo dal cliché mediatico di Corleone città di Riina e Bagarella, ma dalla mafia e dal “sentire mafioso”.
    Ma non tutto ha avuto inizio o avrà fine a Corleone perché in troppi comuni siciliani ci sono processioni, non solo di madonne, che deviano dal loro percorso.
    Si sa, ognuno l’inchino lo fa come può.

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