i fatti dopo il ragionamento

Caro il mio giornale, ora basta alibi

di

La svolta al Giornale di Sicilia con l'addio di Pepi e la nomina del nuovo vicedirettore. Che avrà soprattutto il compito, strategie di rilancio a parte, di spazzare via gli alibi e ridare entusiasmo e vigore a una redazione ancora forte ma demotivata Giornali2 | Blog diPalermo.it

Dopo che centralinisti, fattorini, tipografi in pensione dalla prima guerra di Indipendenza, collaboratori con anzianità di servizio di tre settimane, lamentosi per vocazione, carbonari sconfitti, fuoriusciti con scorno, martiri professionali, analfabeti funzionali ed editorialisti del taglio e cucito hanno detto la loro sul molto esecrabile operato dell’ormai ex condirettore del Giornale di Sicilia, a conferma che i social, oltre che strumenti inutilmente democratici, sanno anche essere meravigliosamente surreali, benvenuto al nuovo vicedirettore responsabile, Marco Romano, uomo nato, allevato e cresciuto in via Lincoln.

A lui il compito tutt’altro che facile di tenere in linea di galleggiamento un giornale in evidente emorragia di lettori e di consenso, la storia dirà se per incapacità gestionali o per l’assai più credibile – secondo me – inarrestabile crisi della carta stampata, inghiottita dalla voragine del web. Di certo la scelta del nuovo vicedirettore – voluto e imposto dall’editore in persona – è una scelta saggia. Romano è uomo d’azienda, conosce il giornale non per sentito dire ma perché ci lavora da trent’anni, ha vissuto sia gli anni d’oro – quelli delle centomila copie – che gli anni della crisi e dello stallo.

Io credo che il compito primario di Marco debba essere, strategie di rilancio a parte, quello di motivare la redazione, ridandole l’entusiasmo perduto (solo per colpa di Pepi?) e caricandola di responsabilità da troppo tempo ormai delegate al Fato (solo per colpa di Pepi?), togliendo insomma di mezzo tutti quegli alibi che proprio della presenza di Pepi si nutrivano.

Romano ha l’innegabile vantaggio di essere sempre stato la prima scelta per il passaggio di consegne, di non essere mai stato in ballottaggio, un attestato di stima da parte dell’editore che con tutta evidenza in lui crede e su di lui scommette. Pur conoscendo la sua vocazione accentratrice, ho la sensazione che Antonio Ardizzone possa dare a Romano – anche per via della necessità non più differibile di un colpo di reni decisivo – quell’agibilità di manovra necessaria per fare un giornale di notizie e, per quel che è possibile, di qualità.

Buon lavoro a Marco, buon lavoro ai miei vecchi colleghi di lavoro e grazie a Giovanni Pepi. Che volete, è stato il mio direttore finché è durata la mia avventura lì dentro e ho questa tendenza desueta alla riconoscenza. Sono certo che saprete perdonarmi, piccoli Robespierre che non siete altro, questa deplorevole debolezza. 

5 commenti

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  • 06 aprile 2017 08:35

    Il Pepi “fotografo”. Questa è difficile da digerire, diciamocelo. 🙂

  • 06 aprile 2017 09:09

    Ma chi legge più un giornale “cartaceo”?
    Virare, mirare, andare, affinare….verso il digitale, il web, il futuro!!!

  • 06 aprile 2017 12:53

    I condirettori cambiano ma il direttore e’ sempre lo stesso, questo assomiglia molto alla parabola del Palermo calcio.

  • 06 aprile 2017 17:16

    Poniamo fiducia in Marco Romano, possibilmente farà cambiare linea anche a Repubblica Palermo che abbonda di intrattenimento, anche politico, giusto per ‘famolo strano’…e non stupiamoci se poi nessuno compra i giornali. Vai @marcoromano …

  • 15 aprile 2017 23:42

    Per un giornale d’inchiesta…. vedo un’ottima nuova gestione! Mica stiamo parlando di un giornale che “il politico di turno è stato molto bravo…e bello….” ….

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