i fatti dopo il ragionamento

Ma la corsa doveva continuare

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La tragedia alla Targa Florio, i controlli carenti sulla salute dei piloti e una decisione, quella di annullare la gara, inutile e ulteriormente dannosa Targa Florio | Blog diPalermo.it

Le corse, è risaputo, sono pericolose. L’incidente di oggi alla Targa Florio ce lo ricorda. Poco importa se più o meno di altri sport. Basti pensare agli incidenti sugli sci. Per la sicurezza si fa molto, moltissimo, ma mai abbastanza. Ciò non assolve nessuno, ma non deve risultare una condanna per questo sport (in Italia praticato da almeno ventimila dilettanti), per gli organizzatori, per tutti gli operatori che lo animano con pura passione come l’ufficiale di gara rimasto ucciso. E se un padre, e sono molti, porta a correre i figli non è certo perché intende far loro del male.

Niente però è mai per caso e non si deve invocare la fatalità e neppure la “sfortuna”. Un incidente ha sempre una o più cause. Se la dinamica che sin qui è stata raccolta a spizzichi non ufficiali sarà vera – ovvero che il pilota sia stato colto da malore e la figlia, navigatrice, ha cercato di girare lo sterzo verso l’interno della curva per non finire fuori strada e quindi dove potevano trovarsi spettatori e ufficiali di gara – bisogna risalire alla causa del malore.

Non è possibile che prima del via di una corsa – sia essa in pista o ancora di più su strada – si controlli ogni minimo particolare della vettura e non ci si accerti sulle condizioni di salute dei piloti, spesso over 40 e quindi a rischio di malori ricorrenti se non ci si prende cura di se stessi.

Chiaro che poi alcuni malori non danno preavviso e colpiscono anche atleti in perfetta forma. Ma è inconcepibile che per correre in auto ci si sottoponga solo ad una visita medica preventiva e poi nessuno controlla se nel corso della stagione chi deve condurre una vettura in corsa non rispetti il suo fisico o sia stato sfortunatamente colpito da qualcosa che ne possa minare la reattività.

Se finalmente si interverrà anche in questo aspetto della prevenzione, con il rischio che molti resteranno appiedati, alcuni per sempre e altri il tempo necessario a rimettersi in forma, si sarà fatto un passo avanti importante. La Targa Florio, le corse, sono vittime anch’esse di regole troppo leggere. Fare qualcosa di concreto sarà la maniera migliore per rispettare questo ulteriore tributo alla passione. 

È una mia opinione: la gara non andava annullata. E non perché lo spettacolo deve continuare. E neppure per l’ipocrita eventuale omaggio, ma perché provvedimento inutile ed ulteriormente dannoso.

5 commenti

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  • 21 aprile 2017 17:55

    Forse non si conosce bene questo settore sportivo dove la dimensione umana è molto forte…. Hanno fatto bene e in qualunque posto avrebbero fatto così…

  • 21 aprile 2017 19:14

    Dario Pennica probabilmente ricorderà quella edizione della Targa Florio 1985, quando la gara si sviluppò in tre tappe e nella prima si gareggiò nelle strade sterrate del Rally Conca d’Oro. Io ero commissario di percorso proprio alla fine della prova Alpe Cucco (quella che da Ficuzza attraversava il bosco e terminava nella provinciale per Godrano) dove Sandro Picone morì dopo aver inalato l’ossido di carbonio dello scarico della sua vettura. All’epoca la gara non fu sospesa e continuò fino alla fine. Sono scelte difficili, decisioni che devono essere prese in pochi secondi, senza sapere se si fa bene in un modo o nell’altro. Di sicuro la responsabilità è del direttore di gara quando esistono circostanze che certificano la pericolosità della gara, in questo caso, personalmente avrei fatto decidere ai diretti protagonisti, ossia i piloti.
    Per quanto riguarda i controlli medici, basterebbe obbligare i piloti a visite periodiche semestrali (se spendono migliaia di euro per la preparazione della vettura non penso che qualche centinaio di euro di spese mediche possano creare pregiudizi economici) e ad un controllo antidoping prima e durante la gara come avviene nel calcio. Sai com’è, qualcuno per migliorare le proprie prestazioni potrebbe avere la “buona” idea di prendere qualcosina.

  • 21 aprile 2017 20:53

    Quindi date per sicuro sia stato un malore del pilota a causare l’incidente? La fonte?
    Grazie.

  • 23 aprile 2017 19:34

    Ma invece di dire che la corsa doveva continuare, io direi che in quelle condizioni climatiche e della strada viscida, neanche doveva cominciare.

  • 24 aprile 2017 00:23

    Premesso che mi dispiace moltissimo della morte di due persone, sono assolutamente d’accordo che la corsa doveva continuare. Questo è uno sport dove deve essere messo nel conto che si può anche restarci secchi; trovo assolutamente ridicolo che qualcuno si lamenti del fatto che la strada era viscida, che c’era nevischio o altre stupidaggini del genere. E’ un rally non una partita a briscola. Andate su You Tube e fatevi un idea di cosa è un rally. Allora che facciamo annulliamo le scalate sull’Everest perchè statisticamente muoiono 3 alpinisti ogni 100? O non facciamo più gare di paracadutismo di precisione perchè capita 1 volta ogni 6 mila lanci che il paracadute non si apre? Per favore, non facciamo gli ipocriti.

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