i fatti dopo il ragionamento

Colpa di quel maledetto gel

di

Lo sbarco di mille migranti ad Augusta, una ragazzina con la febbre a 40, la disperata ricerca di un medico che non c'è e il messaggio di un collega poliziotto. Che rappresenta lo Stato. Ma non può sostituirlo Migranti | Blog diPalermo.it

Non è il solito messaggio di Roy. L’orario inconsueto e un testo chilometrico me lo fanno capire subito. Di solito non va oltre che fai, come stai, che si dice. Roy è un poliziotto, uno di quelli bravi e con una grandissima umanità. Lo mandano quasi sempre in missione a Lampedusa, Augusta. La realtà degli sbarchi dei disperati sulle coste italiane la conosce benissimo. Ne ha raccolti di cadaveri e ne ha salvato di vite. Solo che per lui salvare una vita fa parte del suo lavoro. Non riceverà medaglie e onorificenze di plastica, non farà mai comparsate in tv. Se si trova in quei posti e in determinati momenti non è mai per puro caso.

Leggo il messaggio di Roy tutto d’un fiato e mentre leggo lo immagino mentre digita con rabbia le parole sul suo smartphone. Aveva bisogno di vomitarla tutta la sua rabbia e ha deciso di affidare a me il suo sfogo. Io e Roy dell’emergenza sbarchi, delle rotte dell’immigrazione, della macchina dei soccorsi e di tutto il resto abbiamo parlato tantissime volte.

Stavolta mi ha scritto questo.

Venerdì scorso ero ad Augusta per il solito sbarco e ne sbarcano tanti. 1150 per l’esattezza. Di tutte le età. Sabato mattina mi viene incontro barcollando una ragazzina dal viso dolcissimo. Viene vicino al nostro furgone e cade a terra senza più alzarsi. Le corro incontro subito insieme ai colleghi. La metto subito all’ombra visto che alle 8 di mattina c’era già caldo da morire. Le tocco la fronte… scotta. Indossa una felpa. A fine giugno con una felpa. La prendo in braccio… pesa niente… nemmeno sento il peso e corro verso una tenda con brandine che so essere libera. La ripongo dolcemente sulla brandina ed esco cercando un dottore. Non c’e’ il dottore. 1150 migranti abbandonati su di uno spiazzo del porto commerciale di Augusta ed il dottore non si trova. Lo cerchiamo ed a cercarlo è anche il funzionario di turno. Non c’è e basta.

Prendo la mia radio portatile e chiamo la nave Bourbon Argos dei Medici Senza Frontiere che li ha portati chiedendo l’assistenza di almeno uno dei medici a bordo. Si chiamano medici per questo no? Aspetto e nel frattempo la spoglio togliendole la felpa e coprendole il seno che anche se ragazzina è già pronunciato. Prendo il mio foulard della divisa, lo bagno con una bottiglietta d’acqua e comincio a rinfrescarla. Parla inglese, viene dalla Nigeria, e mi risponde dicendo di chiamarsi Farah e di avere 17 anni.

Un visetto dolcissimo e parlava con fatica ma con una vocina gentilissima. La coccolo un po’… il medico non arriva. Nemmeno quello della nave ed è già passata mezzora. Mi incazzo ma non glielo faccio vedere. Gli occhi mi cominciano a bruciare perché a causa del caldo il gel dai capelli mi cola in viso. Ma questa è la scusa che dico ai colleghi. Il loro caposquadra sta piangendo e non voglio farlo vedere. Lascio a un collega il compito di vigilarla ed a piedi mi faccio quel mezzo chilometro di piazzale che separa la tenda dall’ormeggio sotto il sole cocente e l’asfalto che bolle. Arrivo sotto la nave e trovo un fighettino con maglietta sponsorizzata MSF.

E’ dell’equipaggio. Gli chiedo se parla italiano. Mi risponde di sì con un eloquente accento polentone. Gli chiedo di un medico e che lo voglio “subito”. Capisce… corre a chiamarne uno e mi dice che mi raggiunge. Torno nella tenda. Farah respira a fatica, le gorgoglia il petto. Nel frattempo arriva un giovane italiano. Mi dice di essere l’infermiere. “Cazzo! Un infermiere? Mi serve un dottore con tutto il rispetto per il tuo lavoro!”.

Scrolla le spalle e dicendomi che il dottore non c’è aggiunge “Sono solo!”. Porca troia! Sono solo anche io nell’immensità di questa tragedia che si chiama migrazione. Siamo solo noi. 10 poliziotti, un funzionario ed un infermiere. Una sparuta pattuglia di volontari di una associazione di protezione civile locale e 1150 esseri umani che abbisognano di ogni cosa. Mi continuano a bruciare gli occhi, lo guardo e gli chiedo di portarmi un termometro. La ragazzina cerca la mia mano e cerca di dirmi qualcosa. Continuano a bruciarmi gli occhi.

“Sei qui da sola?”, mi risponde di sì. Gli occhi mi bruciano. Salta fuori un termometro: 40! Porca paletta! 40 di temperatura e respira male. Che sia la malaria, mi chiedo, e continuo a rinfrescarla d’acqua con una tovaglia che il giovane infermiere mi porge. La accarezzo e le rinfresco la fronte. Piero (un collega) mi chiede se un succo di frutta può servire. “Sì Piero! Serve! Porgimelo”. In due secondi me ne arrivano una decina. Quelli di tutti i colleghi che li tirano fuori dalla “razione generi di conforto”. La aiuto a berlo.

“Piano – le dico – abbiamo tempo. Non c’è premura Farah”. Sorride e provo a ricambiarla. Mi bruciano ancora gli occhi. L’orologio gira ed io divento sempre più intollerante. Non posso permettermi di perdere le staffe.  Non adesso, mi ripeto continuamente. Guardo fuori ed il cielo è terso… nitido e cerco Lui. Arriva una dottoressa. Gentile e professionale. La visita. Bronchite, mi dice. Controlla la saturazione d’ossigeno ed è ad 88%. Non va bene. E’ pericoloso. Molto per una ragazzina di 17 anni. Respira come il mio acquario in salotto. Fa fatica a parlare, accenna qualcosa, la tranquillizzo: va tutto bene Farah. Non riesco nemmeno a vederla bene perché gli occhi continuano a bruciarmi.

“Dobbiamo portarla in ospedale!”, mi ordina perentoriamente la dottoressa. «Sì. Subito. Sono d’accordo!». Mi giro verso il giovane infermiere e gli chiedo di contattare il 118 per un’ambulanza. Si allontana e torna poco dopo sconsolato. “Dobbiamo aspettare. L’ambulanza sta facendo un intervento”. Mi irrito e gli chiedo di chiamare per averne un’altra. Sconsolato abbassa gli occhi e mi risponde: “Maresciallo, in tutto il comprensorio di questo settore ne abbiamo solamente una”. Per una località che include alcuni comuni e con 1150 migranti sbarcati e “gettati” sulla banchina di un porto commerciale non c’e’ dottore e non c’e’ ambulanza? Mi asciugo la fronte, mi cola troppo gel negli occhi che continuano a bruciare. Mi sento ancora più solo e se mi permetti il paragone mi sento come il tenente Drogo del libro “Il deserto dei tartari”.

Devo subito pensare a qualche cosa… prendo il cellulare e chiamo la sala operativa. “Collega fammela arrivare anche da Katmandù!”. Così arriva un’ambulanza e la ragazzina, con tutta la flebo inserita dal buon infermiere su disposizione della dottoressa, finalmente va in ospedale. Quello di Augusta dove la ricoverano. Arriva con meno saturazione d’ossigeno di prima, saprò successivamente. Non riesco a sentirmi sollevato dall’evoluzione della faccenda. C’e’ una ragazzina di 17 anni in ospedale da sola con una bronchite e scarsa saturazione d’ossigeno ma quello che mi preme di più è che sta lì da sola. Sono un poliziotto da 28 anni e di schifo ne ho visto fin troppo. So come funzionano certe perversioni nei confronti dei soggetti più deboli e le ultime cronache mi angosciano.

Chiamo in ospedale e mi rassicurano: “Stai sereno. Ci sono qui delle volontarie che la assistono”. Va bene. Ci provo ma ho questo fastidioso bruciore agli occhi e non sono tranquillo. Ringrazio la dottoressa e mi fermo a parlare con il giovane infermiere. Parliamo… tanto… molto… mi racconta quello che da anni vedo con i miei occhi e sollevo da terra o dal mare con le mie braccia. Lo lascio sfogare. Mi dice che è solo… spesso. Lui è un infermiere e non può né deve prendere iniziative terapeutiche. Penso, tra me e me, che anche io sono solo e non posso prendere iniziative.

Continua a raccontarmi e ad un certo punto lo fermo. “Sono stanco”, gli annuncio. Risponde di comprendere e che se voglio posso sedermi nel suo container e riposare, perché devi sapere che l’infermeria è un container lasciato sotto il sole cocente, per rinfrescarmi.

“No amico mio. Sono stanco! Io non reggo più quello che vedo ogni giorno. Questa è la mia stanchezza. Io non ce la faccio più. Il mio mestiere è anche proteggere i più deboli e lo faccio volentieri e questo spettacolo indegno di un paese civile va contro i miei principi, contro il mio credo e la mia fede politica. Politica sì! Perché anche i poliziotti hanno le loro idee”.

Resta attonito. Non se l’aspettava. Continuo: “Io non voglio più vedere queste cose e più lo desidero più le vedo e allora basta incazzarsi e basta urlare. Mi rimbocco le maniche e che vadano a quel paese ordine e disciplina. Sono un essere umano, sono un uomo! Ma poi… mi stanco al punto che  la rabbia non mi permette più di parlare e me ne resto in silenzio per questo. Per non farla riaffiorare tutte le volte che la mia rabbia e la mia indignazione salgono”. Sfilo una bottiglietta d’acqua dalla uniforme e prendo a berla. Lui mi porge un pacchetto di fazzoletti e mi dice “asciugati gli occhi. Il gel ti sta facendo piangere”. Maledetto gel! Non devo più metterlo in queste giornate di solitudine e abbandono.

Perdonami se sono stato lungo. Avevo bisogno di sfogarmi e questo argomento con te lo abbiamo preso in passato. Ho braccia forti e posso sollevare molti pesi e spalle larghe e posso reggere grandi pensieri. Devo però cambiare marca di gel. Anche adesso il gel mi cola negli occhi.

P.S.: Prima di rientrare da Augusta sono passato dall’ospedale. Farah sta meglio ed è seguita da una dolce signora di 60 anni che fa volontariato. Prima di uscire dalla stanza mi ha dato un bacio… ed io avevo di nuovo il gel tra i capelli.

Finisco di leggere tutto e gli scrivo: “Roy, io questa storia la DEVO raccontare..” E mi risponde: “Raccontala compare. Ne ho le palle piene. Non voglio essere la soluzione di un problema che altri causano. Io sono solo un poliziotto e rappresento lo Stato. Ma non posso sostituirlo”.


[ Immagine: di autore incerto disponibile su internet - Policy]

63 commenti

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  • 04 luglio 2016 10:00

    Un racconto che ha il pregio di rendere umano e vicino l’orrore che non vogliamo vedere.

  • 04 luglio 2016 12:22

    Per favore, continuate ad aggiornarci dullo stato di Farah. E Grazie.

  • 04 luglio 2016 14:32

    Roy…
    Sei veramente tutti Noi!

  • 04 luglio 2016 14:55

    Saluti e GrazieFranco Cascio
    Vito Discrede
    Provincialissimo tifoso rosanero

  • 04 luglio 2016 15:02

    Vorrei essere più giovane e forte per meglio seguire, Roy, la strada di umanità che stai tracciando con il tuo essere

  • 04 luglio 2016 15:57

    Continua a mettere il gel e comprane per mille altre persone…. non abbandonare nulla…. le mille farah che incontrerai e sostieni il mondo a bisogno di te….

  • 04 luglio 2016 16:24

    Agli angeli custodi con le ali purtroppo non credo, sarà un mio limite, ma a quelli con le palle sì. Possiamo continuare a sperare.

  • 04 luglio 2016 16:55

    ROY , hai passato il tuo gel a tutti noi …..bruciano gli occhi , hai ragione .

  • 04 luglio 2016 17:10

    Potrebbe scrivere un libro per raccontare queste storie…per aiutare.a chi non è di persona a comprendere il tutto…ci vorrebbero più testimonianze in merito.

  • 04 luglio 2016 17:18

    Il gel fa bruciare gli occhi anche a me…

  • 04 luglio 2016 17:43

    Salvare gli immigrati e poi non dare loro tutta l’assistenza di cui hanno bisogno… Alfano non fa abbastanza… sa solo vantarsi quando ne viene respinto qualcuno!!

  • 04 luglio 2016 18:00

    La solitudine…nel mare…
    Grazie per aver descritto una cruda verità…che nessun ascolta….
    Noi volontari più di così non possiamo fare…
    E il mondo sta a guardare…attonito e muto…

  • 04 luglio 2016 19:04

    Grazie,grazie,grazie per tutto quello che fai

  • 04 luglio 2016 19:04

    E ora che ne sarà di Farah e di tanti poveri disperati che sbarcano da noi? Prima di tutto bisognerebbe aiutare le popolazioni di provenienza ,la ia solidarietà a chi sbarca e’ un dovere ma non risolve i problemi alla radice ,ricordiamocelo sempre anzi alla lunga si alimenta il razzismo e l’intolleranza come sta avvenendo ora anche in Italia ; ai profughi se non si dà un lavoro lì si annienta moralmente e prendono la via del crimine

  • 04 luglio 2016 19:32

    Grande Roy il tuo lavoro lo fai con anima e corpo. Differenza di molti.

  • 04 luglio 2016 19:34

    il mondo è un posto migliore grazie alla persona che sei.

  • 04 luglio 2016 20:15

    Non riesco a smettere di piangere. …. é ingiusto tutto questo ????Dio dove sei? ?..

  • 04 luglio 2016 20:45

    Franco Cascio, porta in mio saluto a Foy. Digli che ogni volta che si sente solo il suo cuore batte con gutyi i nostri cuori.
    Grazie ad entrambi, all’infermiere, alla dottoressa, alla signora di 60 anni e alla ragazzina che ci ha costretti a fermarci un attimo di più sulla nostra umanità.

  • 04 luglio 2016 21:51

    Non so come sono organizzati ad Augusta, ma a Pozzallo ciò che viene raccontato non può accadere. Ci sono i medici, c’è la Protezione Civile con le sue ambulsnze. Niente è lasciato al caso. E ormaii sono fatto due anni di sbarchi settimanali. C’è qualcosa che non mi convince del tutto in questa storia.

  • 05 luglio 2016 05:27

    Non uso gel ..ma sicurante qualche residuo di shampoo mi fa bruciare gli occhi ……dirti Grazie e poco x quello che fai e sopratutto x come lo fai con tanto ❤ ……
    Tu come stai …? E Farah..? Dacci notizie
    Non ti loderanno x il bene fatto ……tu fallo
    Frase di una Piccola Grande Donna
    Madre Teresa di Calcutta …..io ne faccio uso ?????

  • 05 luglio 2016 07:26

    Ringrazio il cielo di avere in giro per il mondo persone come questo angelo in divisa, evito critiche contro il sistema, inutile dire che tutto e’ stato creato proprio perché non funzioni, ma la variabile la fanno persone come quelle che, da uomo di questo mondo ringrazio.
    Chiedo solo – ma e’ ovviamente superfluo – che continui a fare quel che ha fatto, che continui anche nella consapevolezza che il sistema non solo non lo premierà ma neppure migliorerà, per cui sarà, ahimè, destinato a dover soffrire mille volte le stesse pene, subire le stesse risposte inadeguate.
    Grazie

  • 05 luglio 2016 08:42

    Tutto questo fa onore al poliziotto e al corpo della polizia ! Mentre mi fa schifo pensare che nella disgrazia di questi immigrati i nostri politici e l’Unione europea non trovano una soluzione al problema !

  • 05 luglio 2016 09:42

    Che bella persona….

  • 05 luglio 2016 11:18

    Anche a me bruciamo gli occhi nel leggere la storia di Roy. e non ho messo il gel nei capelli!!! Bravo Roy.

  • 05 luglio 2016 11:21

    Grazie, Roy!!! Sei tutti noi che ci proviamo ogni giorno!!!

  • 05 luglio 2016 12:14

    Devo aver usato il gel anch’io…!
    Grazie Roy!
    È bello sapere che ci sono ancora persone come te!!!

  • 05 luglio 2016 12:18

    Queste sono le storie che vogliamo leggere, salvare vite umane, perché in tutti questi profughi che immagino il nostro territorio, sappiamo lamentarci soltanto, senza renderci conto di quante Farah ci sono, che purtroppo non arrivano a salvarsi, perché sono storie ch mette il gel agli occhi a molti di noi, a volte indifferenti, ma che di fronte alla cruda realtà ci rendiamo conto che ogni vita va salvata e aiutata e che il fatto che non si trovi un medico pronto ad accogliere 1150 profughi, non deve esistere!
    Plauso a Roy, all’infermiere che professionalmente e umanamente ha cercato di salvare Farah!
    Forse dovremmo mettere più spesso il gel….

  • 05 luglio 2016 12:56

    Farah sta molto meglio. Le ho parlato al telefono stamattina. La porteranno in un centro d’accoglienza per minori e mi sono subito premurato di verificare quale e non è malaccio.
    Vi ringrazio per la premura. In effetti i miei malesseri non passeranno facilmente e non termineranno finchè sarà questo lo spettacolo che si manifesterà alla mia vista.
    Tante volte mi sono chiesto quale fosse il confine tra senso del dovere è coscienza ed ho trovato risposta nella formula di quel giuramento che urlai, con il petto gonfio d’orgoglio, ben 18 anni fa.
    Dovrebbe essere normale, quasi automatico, con un leggero distacco. Ditemi voi come fa un uomo di 49 anni, che nella sua vita ha visto di tutto, a non provare empatia e soprattutto ad usarla?
    Ho letto tra i commenti anche quello di tale Francesco. Scevro da ogni polemica vorrei puntualizzargli che ho lavorato anche a Pozzallo. Quel centro rimane dentro l’ex deposito doganale. Struttura non idonea per l’abitabilità a carico del quale si sono spesi fiumi di inchiostro su documenti ufficiali. Quel centro è stato oggetto di diverse rivolte ed a una di queste ho partecipato rimanendo perfino ferito (non seriamente) ad un braccio. Una macchinetta con i volontari della PC comunale, un’ambulanza pronta lì ed un medico non garantiscono comunque l’esatta conduzione dell’assistenza sanitaria. Pozzallo non è certamente meglio del Porto Commerciale di Augusta!
    In tutto questo ho un grande desiderio per me, per i nostri figli, per le persone che amiamo.
    Ovvero che ovunque essi si trovino, anche in territorio straniero, in grandi difficoltà possano incontrare sempre una donna o un uomo che antepongano la loro coscienza a pregiudizi e altre storture demagogiche.
    Nel ringraziarvi tutti per le incoraggianti parole colgo l’occasione per dirvi che ho smesso di usare il gel e che comunque se dovessi rifarlo non lo farò in afose giornate di servizio.
    Perchè poi mi bruciano gli occhi e mi girano le @@.
    Grazie a tutti.
    Vi terro’ aggiornati.
    Grazie!

  • 05 luglio 2016 13:24

    Io credo che questa tragedia sia un disegno progettato da tempo. Gli immigrati sono l’ultima foglia di un ramo di un enorme albero.

  • 05 luglio 2016 13:50

    Mi sento partecipe al dolore dell’uomo che onora la divisa che indossa…….. ma mi viene spontaneo aggiungere,altro che “Deserto dei tartari”

  • 05 luglio 2016 15:09

    Grazie di cuore

  • 05 luglio 2016 22:05

    Grazie a te e a tutti quelli come te.Hai ragione dire che sei stanco..stanco dell’orrore che vedi ogni giorno e che non puoi fermare,ma solo aiutare con coraggio e anche con tanta rabbia.Hai il gel che ti fa bruciare gli occhi e nel cuore ?….hai l’amore umanità per il prossimo.GRAZIE ANCORA.

  • 06 luglio 2016 07:16

    Ciao Roy!…forse Farah passerà dal mio ufficio e vorrei dirle quanto è stata fortunata ad averti incontrato……fammi sapere di più anche in privato….

  • 06 luglio 2016 08:05

    Devo cambiare anch’io il gel per caoelli….mannaggia ma io non ne uso…..

  • 06 luglio 2016 09:05

    Grazie!

  • 06 luglio 2016 10:04

    Grazie Roy ci vorrebbero esserci piu’ persone con la tua passione in giro.
    Premetto che sono cristiana, faccio beneficiente, aiuto chi ha bisogno.
    Spero che il mio commento non apra polemiche o discussioni politiche ma faccia solo riflettere!
    Proprio per questa tristissima storia con un lieto fino , io credo che I cosi’ detti uomini politici dovrebbero farsi un’esame di coscienza e cercare di capire che il nostro Paese nn riesce a far fronte a questo afflusso di persone (1150). Si dovrebbero aiutare questi paesi per cercare di evitare questi viaggi della disperazione. E se questo nn fosse possibile si dovrebbero chiudere le frontiere!
    Grazie a tutti I volontariati, poliziotti, dottori, tutti coloro che sono coinvolti ogni giorno

  • 06 luglio 2016 13:43

    Grazie Roy
    Grazie a tutti i volontari che aiutano i disperati sostituendosi non solo allo stato Italiano ma all’Europa e al mondo intero.
    Il vostro esempio x un mondo migliore
    Perché amore genera amore
    Grazie grazie grazie

  • 06 luglio 2016 14:59

    Grazie a questo poliziotto e a tutti quelli che con il cuore in mano aiutano il prossimo, con tutti i limiti e le mani legate…un abbraccio … ps questo gel è micidiale riesce a far bruciare gli occhi anche a distanza.

  • 06 luglio 2016 16:43

    Ciascuno di noi puo’ essere un angelo e un eroe. Basta non girare la faccia, lo sguardo, il tuo cuore e lasciare andare. Basta fermarsi e allungare una mano. Per tenerla a una ragazzina, ad un vecchio, ad un bimbo, ad un uomo.

  • 06 luglio 2016 17:03

    Grazie collega. Mi sono permesso di veicolare il tuo post alle più alte sfere della nostra amministrazione perché quello che hai scritto mi rende ancora più orgoglioso di essere “sbirro”. Ciao

  • 06 luglio 2016 17:24

    Roy, solo alla lettura mi cola il gel dagli occhi e mi bruciano,,,tanto…..Grazie per la Tua umanita’ verso nostri simili piu’ sfortunati…Che Dio ti benedica !

  • 06 luglio 2016 23:12

    Grande Uomo
    Tanto Onore al tuo Merito
    Sei un Angelo in terra….?

  • 06 luglio 2016 23:28

    Grande Roy sono con te e tutti quelli come te che dedicano la propria vita agli altri senza pensarci due volte e senza pieno appoggio delle istituzioni. Un abbraccio a Farah spero che trovi una famiglia che l’accolga come merita

  • 07 luglio 2016 07:47

    Se essere italiano è questo allora ci sto volentieri. Grazie poliziotto Roy, ti auguro di continuare ad avere rabbia così fruttuosa! Non ti piacerebbe essere tiepido e neanche senza gel

  • 07 luglio 2016 12:59

    Ho il gel anch’io

  • 07 luglio 2016 13:10

    Continuando ad accoglierli si fa il gioco dei massoni.
    Gli sbarchi non smetteranno.
    La fame in Africa non smetterà.
    Le guerre in Africa non smetteranno.
    In poche parole, tutto rimarrà come è, perché così decide il circolo della massoneria, facendo arrivare armi, fondi eccetera dove decidono.
    È una storia commovente, ma ognuna di queste storie si sarebbe potuta evitare solo in una maniera: CAPENDO che i governi dei paesi occidentali non contano un cazzo, e che chi comanda sta dietro, sono quelli del Bilderberg, della Trilaterale, e tutti gli altri servetti massoni delle varie logge.
    Continuando ad accettare migranti non si farà che MOLTIPLICARE queste storie e le morti in mare.
    La soluzione non è questa, la soluzione è bloccare REALMENTE l’arrivo di armi in Africa e aiutarli nel loro paese, dove costa 1/100 che da noi.

  • 07 luglio 2016 14:51

    cazoo devo smettere pure io di usare il gel che poi co certe storie mi bruciano gli occhi anche a me

  • 07 luglio 2016 16:07

    Notizie dolorose di tutti i giorni, eppure mi sento male ogni volta. Sostengo MSF, e penso, voglio credere che qualche volta nemmeno loro c’e la fanno, altrimenti … ?!.
    Però mi viene da dire: Ma perché tante chiacchere (politici, governi, pro e contro), stiamo diventando insensibili?, ottusi?, che sta sucedendo a questa nostra povera umanità smarrita ?
    Riguardo al Poliziotto, più che ONORE AL MERITO, e considerando la sua età … Dio ti benedica e ti paghi con una vita piena di felicità perchè, Dio sa pagare meglio dei mortali.

  • 07 luglio 2016 17:14

    Cronaca asciutta e dolente di chi ogni giorno e’ a contatto con il dolore senza perdere la sua umanita’ .Tutti noi purtroppo nel vortice di notizie che ci assediano ogni giorno rischiamo l’assuefazione. Grazie dunque a chi come Roy testimonia in prima fila

  • 07 luglio 2016 21:43

    Quale commento? Con quali parole?
    Solo GRAZIE

  • 08 luglio 2016 09:33

    Non lascio mai commenti da nessuna parte. Ma voglio dirti grazie. A te e a tutti gli altri come te che, sono certa, non sono pochi. Perchè spesso delle forze dell’ordine vediamo solo il marcio e non è giusto. Un abbraccio da una piccola signora ad un grande uomo.

  • 08 luglio 2016 11:12

    ma dove è lo Stato? ?????

  • 08 luglio 2016 13:45

    grande Roy! se ci fossero piu persone come te, e l’infermiere, questo mondo sarebbe un posto diverso.

  • 08 luglio 2016 21:07

    FA PARTE DI ME ORAMAI QUESTO MAGONE KIAMATO PROFUGHI.COME SI PUO’ MI CHIEDO IGNORARE KE SIANO PERSONE ESATTAMENTE COME NOI.E KE LA LORO DISGRAZIA E’ ESSERE NATI IN UNA TERRA MALEDETTA.PREGO TANTO X LORO.

  • 09 luglio 2016 07:05

    Magari avessimo più Roy!

  • 09 luglio 2016 08:40

    Non si è raccontato di ineguatezza dei centri di accoglienza, si è raccontato di mancanza di medici in banchina. E sono d’accordo con Francesco, a Pozzallo non funziona così, i protocolli non funzionano così. Il dirigente di protezione civile è obbligato a garantire un tot di ambulanze, qui da noi ce ne sono almeno 5 per sbarco. Condividendo l’orrore e il senso d’ impotenza, comprendendo pure il senso del racconto, non trovo corretto il messaggio che lascia passare. Perché mentre Roy si trova al porto di Augusta perché quello è il suo lavoro, mentre, dopo 6 ore di turno a Roy arriva il cambio che gli consente di andare a casa, per i VOLONTARI E LE LORO AMBULANZE non è così. Perché i volontari assistono i migranti anche per 12 ore, senza cambi turno e del tutto gratuitamente….e mettono a disposizione di uno stato assente il loro lavoro, i loro mezzi, il loro tempo.

  • 09 luglio 2016 14:23

    Il vero stato italiano è formato dalle sole persone come Roy . Gli altri sono tutti mercenari . Purtroppo l’Italia non è più Italia da un bel pezzo . Semplice Polizziotto … Non penso … Tu sei il Polizziotto … Persone come te dovrebbero essere Generali , nn semplici … Complimenti … Pensando a persone come te , mi sento di nuovo Italiano … Complimenti Eroe …

  • 09 luglio 2016 14:54

    Gli esseri umani,quelli come questo poliziotto sono l onore degli italiani,non possiamo non farne una questione politica. Chi sta al governo deve andarsene,basta,basta basta,da sole le persone possono fare di più,e meglio

  • 10 luglio 2016 07:17

    Vivere sulla propria pelle la disperazione e fare ciò che è possibile ma sentirsi impotententi di fronte a un dramma così grande. Persone non numeri… grazie del racconto

  • 10 luglio 2016 10:17

    Grazie Roy!!!!!

  • 10 luglio 2016 14:46

    Roy, evidentemente l’infermiere disponibile era l’unico minchione incapace di prendere iniziative… ti garantisco che anche loro sono degli eroi che agiscono all’ombra dei riflettori e che hanno un riconoscimento sociale sicuramente inferiore a quello di cui godono i marescialli… eppure ne salvano di vite… eccome se ne salvano. Piú di quanto tu possa immaginare. Mi ci confronto tutti i giorni!
    Hai scritto un post su una cosa che a te appare straordinaria. Ti comprendo perché rispetto alle mansioni che dovresti svolgere durante i tuoi posti di blocco ció che hai fatto é un po’ anomalo. Ti garantisco che per un infermiere é la normale routine quotidiana. Non credo che l’infermiere vicino a te sia stato solo capace di passarti il fazzoletto per asciugarti il gel. Non credo nemmeno che abbia aspettato la tua decisione per chiamare un’ambulanza. Non é l’ambiente gerarchico della caserma quello a cui sono abituati. Le decisioni in una sala rianimazione si prendono in una frazione di secondo. Comunque complimenti! per un giorno hai vissuto ció che loro vivono sempre nelle strade, in corsia o peggio ancora nei luoghi di guerra senza per questo sentirsi dei supereroi! P.S. il mio Stato é uguale al tuo e lavoriamo nelle stesse condizioni di missionari. Grazie per quello che hai fatto e grazie per la preziosa collaborazione di tutti quegli infermieri diversi da quello che sfortunatamente ti é capirato di incontrare.
    Con immensa stima
    Saluti cordiali
    Dott. M.I.

  • 10 luglio 2016 22:48

    Bruciano anche a me gli occhi…e non uso il gel…

  • 11 luglio 2016 13:26

    Ti ringrazio per la precisazione ma io non ho speso nessuna affermazione negativa su quel ragazzo.
    Figurati!
    Proprio il ragazzo di cui accenno è stato prezioso ed insostituibile.
    In tutti i sensi!

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